Tipicità in Blu

Tipicità in Blu

Mare, laboratorio di futuro

43°37′N 13°30′EAncona, Mole Vanvitellianamaggio 2027

Rotta

Il mare non è un paesaggio: è un sistema produttivo, scientifico e culturale. Tipicità in Blu è il festival dove il mare incontra le persone che su quel sistema lavorano — imprese, ricercatori, istituzioni, naviganti, pescatori, cuochi — e chi nel mare vede una risorsa da capire prima che da sfruttare. Una settimana all'anno, ad Ancona, l'Adriatico diventa un laboratorio a cielo aperto.

La posizione

Ancona è il luogo esatto di questo discorso. Il nome viene dal greco Ankón, gomito: la costa che si piega e si spinge dentro l'Adriatico. Una città di terra affacciata sul mare, con il porto che va da Marina Dorica all'arco di Traiano, e il quartier generale del festival alla Mole Vanvitelliana — ex lazzaretto su un'isola artificiale, fra la terra e l'acqua. Il sodalizio fra le due cose non è una metafora: è la geografia.

La visione

«Mare, laboratorio di futuro» non è uno slogan: è una descrizione. Le questioni che il mare pone — energia, cibo, trasporti, clima, lavoro — non si risolvono per compartimenti. Il festival le mette nello stesso spazio fisico e le fa parlare: la ricerca accanto al cantiere, la pesca accanto alla biotecnologia, la scuola accanto all'impresa. È un festival «da mare a mare», che si innesta nel tessuto cittadino e lo trasforma in un ecosistema dove il mare non è soltanto scenario, ma principio generatore di idee, progetti e collaborazioni.

E il perimetro non si ferma alla costa. Il mare inizia dalla montagna: è la frase con cui Tipicità e il Polo Tecnologico Alto Adriatico hanno aperto Ecomondo, ed è un'affermazione idrografica prima che retorica. Bacini, fiumi, aree interne e acque costiere sono un sistema solo, e trattarli separati è il modo più rapido per sbagliare le politiche di tutti e due.

Ancona e il suo porto
Banda Ancona 2024

L'architettura

La manifestazione ha tre matrici, e ognuna ha il suo tempo e il suo luogo.

La tabella di marcia
Weekend BluMarina Dorica · la Mole Giornate della Blue Economyla Mole · Ingegneria · il Passetto Circuito cittadinola città e i locali

Sette giorni, dal sabato al venerdì successivo: due di Weekend Blu, cinque di Giornate della Blue Economy, e il circuito cittadino a tratteggio su tutta la durata, perché è diffuso in città e non concentrato in una sede.

Il Weekend Blu
due giorni ad alta intensità fra Marina Dorica e la Mole Vanvitelliana: regate, esperienze di cucina, mostre, visite.
Le Giornate della Blue Economy
cinque giorni di lavoro fra la Mole, la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche e il Passetto: formazione, innovazione, imprese, ricerca, e in chiusura l’hackathon e il forum.
Il circuito cittadino
per tutta la durata, mostre e itinerari nei luoghi della città e nei locali che aderiscono, che tengono insieme le due anime e le portano fuori dalle sedi.

I formati

I banchi della ricerca sul mare, con il pubblico
01 i banchi della ricerca 2025

Blu Village

la cittadella della ricerca sul mare, in Piazza Cavour, con l’Università Politecnica delle Marche

Per una giornata la ricerca sul mare esce dai laboratori e si mette in piazza: exhibit, talk, laboratori, dimostrazioni. Scienza, innovazione, sostenibilità e impresa in un racconto che si può toccare con mano. Il mare smette di essere solo l’elemento identitario del territorio e diventa una piattaforma di conoscenza condivisa.

La regata e la cucina a bordo
02 la regata 2024

Sailing Chef

Marina Dorica, apre la stagione velica

Una regata gourmet. Ogni equipaggio riceve una cassetta di prodotti ittici abbinati a eccellenze agricole selezionate; in navigazione la ciurma cucina, e al rientro in porto una giuria assaggia. La classifica nasce dall’incontro fra performance sportiva, creatività culinaria e capacità di raccontare il mare attraverso i sapori.

Il cantiere navale visto da dentro
03 il cantiere 2025

Visita il Cantiere

partenza dalla Mole, accesso gratuito su prenotazione

Un luogo normalmente chiuso si apre: la cantieristica navale vista da dentro, le professioni blu, i processi produttivi, il design. Cittadini, appassionati, studenti e famiglie entrano nel cuore di un luogo simbolico per l’economia e l’identità marittima della città.

La tavola e le degustazioni in città
04 la tavola 2019

Menù in Blu e Aperiblu

nei locali della città

Il festival esce dalle sedi e si distribuisce in città: per una settimana il circuito dei ristoranti e dei bar propone il pesce dell’Adriatico. È il modo più semplice per dire che il mare, qui, non è un tema di convegno.

Negli anni

Il festival ha cambiato forma molte volte: convegni in sale moderne e in luoghi storici, hackathon, regate, saloncini di degustazione, appuntamenti tecnici, tavoli di lavoro. Il mezzo cambia ogni volta, il punto no — al centro restano i temi.

Un momento di una delle edizioni del festival
i banchi della ricerca 2025
Un momento di una delle edizioni del festival
la visita 2024
Un momento di una delle edizioni del festival
il tavolo di lavoro 2024
Il quadro strumenti · gli ambiti
  • Innovazione e start-up
  • Idrosfera
  • Multifunzionalità
  • Economia circolare
  • Cantieristica navale
  • Confronti internazionali
  • Ricerca e progetti europei

Cultura, cibo e territorio, turismo, filiera ittica e acquacoltura, specie autoctone e aliene. Cantieristica, nautica e diporto, infrastrutture e mobilità, sub-fornitura nautica. Intelligenza artificiale e nuove tecnologie, creatività applicata, nuova impresa giovanile. Sostenibilità, economia circolare e del riuso, ciclo delle acque e depurazione. Progetti europei e internazionalizzazione.

Le metriche
2014
l’anno della prima edizione: il festival è oltre il giro di boa del suo primo decennio
oltre 30
i partner pubblici e privati di ogni edizione
oltre 25
le aziende del territorio che la sostengono

Il corridoio

Ancona guarda il corridoio adriatico-ionico: due sponde, sette paesi, una strategia europea (EUSAIR) che qui trova uno dei suoi luoghi di lavoro. Il festival opera dentro questa geografia — con la Commissione Europea nelle Blue Economy Days, con i programmi Interreg Italia–Croazia, con gli atenei delle due coste. L'Adriatico non divide due sponde: le tiene insieme.

Il medio Adriatico, profilo ricalcato da coordinate reali. Il gomito al centro è il Conero: venticinque chilometri di costa che si spingono dentro il mare.

L'equipaggio

Partner istituzionali: Comune di Ancona, Camera di Commercio delle Marche, Regione Marche. Partner scientifico: Università Politecnica delle Marche. Project partner: Banco Marchigiano. Partner tecnico: Marina Dorica.

E intorno, la rete che il festival convoca ogni anno: atenei e centri di ricerca, poli tecnologici, aziende di servizi pubblici, associazioni di categoria e professionali, sodalizi culturali, imprese leader dei rispettivi comparti, grandi gruppi cooperativi.

La squadra

Chi sta al tavolo, di solito, non sta allo stesso tavolo. Scienziati e docenti, ricercatori e specialisti, divulgatori e scrittori, chef affermati ed emergenti, pescatori e operatori portuali, viticoltori e ristoratori. Il metodo è dichiarato ed è bottom up: si raccolgono i bisogni delle diverse anime che cooperano, e si lavora perché il confronto non sia verticale. Le contaminazioni che ne escono non sono un effetto collaterale — sono il prodotto.

Un tavolo di lavoro
05 il tavolo di lavoro 2023

Cantiere

The Blue Way nasce dalla collaborazione fra Tipicità in Blu e il Polo Tecnologico Alto Adriatico: un cantiere progettuale fondato su un principio semplice — condivisione. Buone prassi che circolano tra le due sponde dell'Adriatico, talenti che si formano lavorando su problemi veri, risultati di ricerca che non restano nei paper.

Il cantiere aperto

La definizione ufficiale, quella usata a Ecomondo, è la più esatta e conviene tenerla: una piattaforma di condivisione fisica e digitale per stimolare un'ampia alleanza di talenti, energie e competenze, sull'area individuata come Polo del Mare Adriatico.

È un percorso di sviluppo che tiene insieme divulgazione scientifica, creatività e visione territoriale, e che si proietta in contesti nuovi e internazionali. Colloca Tipicità in Blu al centro dello scacchiere adriatico-ionico come modello di cooperazione fra territori uniti dal mare e dalle sfide della transizione blu.

The Blue Way non coincide con la manifestazione: lavora tutto l'anno, con ricadute sul territorio italiano e oltre. È una piattaforma permanente che collega gli atenei dell'arco adriatico — Politecnica delle Marche, Trieste, Udine, Bari, SISSA — le imprese che pongono le sfide e i giovani che le raccolgono. Il metodo è quello del cantiere: si progetta, si prototipa, si vara. E ogni varo apre il progetto successivo.

Gli specchi del cantiere

  1. Ancona, maggio 2024 la prima edizione

    Quarantun partecipanti da tutto il mondo, otto squadre, quarantotto ore. Curata dal Polo Tecnologico Alto Adriatico dentro i progetti Reginna 4.0 e iNEST, con l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Trieste, l’OGS, l’IRBIM del CNR e il Comune di Ancona. Vince Finding Algae: un drone che raccoglie le alghe che infestano fondali e litorali. La squadra vincitrice è mista, studenti di Ancona e di Trieste insieme — le due città lavoravano già allo stesso tavolo prima che a Trieste ci fosse una tappa.

  2. Ancona, 22–23 maggio 2025 la seconda edizione

    «The nautical edition»: il campo si stringe sulla nautica. Quarantotto ore dentro il BLUESLINKS Innovation Hub del programma Interreg Italia-Croazia, aperte a laureati e giovani startupper delle due sponde, con facilitatori bilingui italiano-croato. Le sfide arrivano dalle imprese e riguardano Transizione 5.0 ed ESG. Networking, presentazione delle challenge, prototipazione, pitch davanti alla giuria, voucher tecnologici ai primi due team. Vince Blue Access, una piattaforma per rendere il turismo marino più accessibile e inclusivo.

  3. Trieste, 13–14 ottobre 2025 il format cambia città

    Dalle due edizioni anconetane nasce The Blue Way Hack, all’Urban Center di Trieste dentro Barcolana57. Lo promuove il consorzio di ricerca iNEST e lo organizza il Polo Tecnologico Alto Adriatico; Tipicità in Blu e The Blue Way sono fra i partner, insieme a OGS, alle università di Trieste, Udine, Ancona e Bari e a FermoTech. Trenta partecipanti in rappresentanza di quindici start-up e spin-off universitari da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche e Puglia; oltre trenta ore su cinque temi — biologia degli ecosistemi marini, rischi fisici e chimici dell’idrosfera, trasporto costiero sostenibile, pianificazione integrata fra terra e mare, gemello digitale dell’Alto Adriatico.

    Cambiando città il formato ha alzato il tiro: ad Ancona correvano squadre di studenti, a Trieste imprese già costituite.

  4. Il lavoro che non si vede

    Reti di progetto, scambi tra laboratori, accompagnamento delle idee premiate verso bandi e mercati.

Chi trova cosa

  • La ricerca vi trova la strada più corta tra un risultato scientifico e la sua applicazione.
  • Le imprese vi trovano problemi formulati bene e squadre giovani che li aggrediscono senza rendite di posizione.
  • Chi progetta su fondi europei vi trova consorzi già rodati sui programmi Interreg, due sponde già connesse, casi pilota documentati.
  • Le istituzioni vi trovano un formato che tiene insieme sviluppo costiero, formazione e tutela — le tre cose che di solito viaggiano separate.
  • Gli studenti vi trovano il primo cantiere in cui il mare è una carriera possibile, non una vacanza.

Il laboratorio è aperto. 43°37′N 13°30′E — theblueway.it